Alfred de Musset se la faceva sotto (e nemmeno io mi sento proprio a mio agio)

Ogni tanto mi tornano in mente pezzi della mia cultura scolastica, ormai lontana e per alcuni versi poco attinente alla mia attuale vita professionale.

In questi giorni, a causa della “grande novità” del blog e soprattutto dell’ averlo svelato a parenti e amici sulla mia pagina Facebook, esponendomi perciò al loro giudizio, continuo a pensare ad Alfred de Musset.

“[…] veux-tu que je laisse mourir en silence l’énigme de ma vie ?” (Lorenzaccio, acte III, scène 3)

Questo signore (rimando a wikipedia per qualche informazione su di lui) debuttò nel 1830 come autore teatrale, con una commedia dal titolo “Notte veneziana”.

Ci teneva molto.

Fu un fiasco totale.

Non la prese benissimo.

Continuò a scrivere per il teatro, ma si rifiutò di dare alle scene le sue opere: le pubblicò prima su una rivista letteraria, e poi in una raccolta dal significativo titolo “Spectacle dans un fauteuil” (uno spettacolo in poltrona).

Se non ricordo male, in vita non si confrontò mai più con degli spettatori:  soltanto con i lettori (e con George Sand, ma questa è un’altra storia). Evitò un confronto frontale.

In poche parole: di fronte ad un pubblico che avrebbe potuto giudicarlo, il buon Alfred de Musset un po’ se la faceva sotto.

Se devo essere sincera, di fronte all’idea che qualcuno stia leggendo queste righe nemmeno io mi sento proprio proprio a mio agio.

ansie ansiose

4 pensieri su “Alfred de Musset se la faceva sotto (e nemmeno io mi sento proprio a mio agio)

  1. Un modo per eliminare questa ansia è quello di scrivere per te stessa e non pubblicare mai nulla… ma fatti anche questa domanda: “…e se quello che scrivo può aiutare qualcuno a stare un po’ meglio?”. Ti dispicerebbe di più ricevere qualche critica o rimanere col dubbio di non aver fatto del bene a qualcuno? Se le critiche sono costruttive ti migliorano e migliorano quello che puoi dare agli altri… se non sono costruttive… chissenefrega. Ti ho letta… mi ha fatto piacere leggerti 😉

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  2. Chiedo venia per l’inquietante coniglio nero apparso nel commento qui sopra, ma ti ho risposto attraverso il cellulare e wordpress non mi lasciava commentare se non attraverso un account “wordpress”… riesumando un vecchio account che avevo qui è ricomparso “Inquy”, il coniglio nero qui sopra, appunto.

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  3. Considera, però, che con la sua bizzarra ritrosia, Alfred de Musset è riuscito a farsi ricordare e a passare ai posteri, tanto che noi oggi ancora ne parliamo. Quindi, tu continua a scrivere … Magari tra cento anni qualcuno dirà “Ma ti ricordi quella blogger, Soprattuttoeventuali, che aveva timore a pubblicare e che, invece, tutti leggevano?”. Sai mai …

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