“Ho l’urgenza dello scrivere, ma non la pazienza dello scrivere” (autocitazione)

Quando si dice scrivere il proprio epitaffio.

Ho in bozza alcuni post interessanti (ah ah ah!) da almeno un paio di settimane, e non riesco a finirli (in realtà, non li ho praticamente nemmeno cominciati).

Però ho capito una cosa di me e dello scrivere: non ho un serbatoio infinito.

Ogni giorno, posso mettere nero su bianco una discreta quantità di parole, poi le esaurisco. Il giorno dopo si ricomincia, con una nuova dotazione di lemmi, retorica, ortografia, creatività e tutto quello che può consentire di confezionare dei testi non dico sensati, ma in grado almeno di farsi leggere.

Per lavoro, io devo scrivere parecchio. Nelle ultime due settimane ho dovuto scrivere praticamente di continuo: a volte le parole fluiscono agevolmente, altre volte si attorcigliano attorno al disperato tentativo di raccontare in modo nuovo e accattivante un evento ripetitivo e abbastanza noioso, come per esempio l’inaugurazione di un supermercato (senza offesa per i supermercati).

[A questo punto, vorrei ringraziare pubblicamente i miei nipoti più grandi, per avermi allenata – in tempi non sospetti – alla difficile arte del raccontare le storie. Me la cavavo abbastanza bene, al punto che il maggiore, un giorno, disse al fratello di due anni più piccolo: “Dovremmo proprio portarla all’asilo con noi”. Son complimenti. Ragazzi, sappiate che io, adesso, con lo story telling mi ci guadagno la pagnotta: grazie.]

Dicevo: ho scritto di continuo, in questi giorni. E ogni sera sono arrivata a casa col sacchetto delle parole completamente vuoto. Quindi niente blog. Ne soffro, ma quando non ce n’è, non ce n’è, oh.

Magari c’è gente che scrive e che ha un serbatoio più grande del mio, e trova sempre le parole, e il filo narrativo con cui ricamarle, e una disciplina ferrea e bene allenata che non permette rallentamenti o divagazioni o parentesi quadre su nipoti ormai ventenni.

Beati. Io no.

Io ho giorni in cui il mio atto creativo più gratificante e naturale è preparare il ragù.

questa bella immagine viene da qui http://cultura.biografieonline.it/da-dove-deriva-il-termine-ragu/
questa bella immagine viene da qui http://cultura.biografieonline.it/da-dove-deriva-il-termine-ragu/

Un pensiero su ““Ho l’urgenza dello scrivere, ma non la pazienza dello scrivere” (autocitazione)

  1. Se ti può consolare, anche io ho una discreta manciata di post in bozza, in attesa di essere scritti come si deve. Non solo: ne ho altrettanti appuntati solo tra i pensieri che non sono ancora diventati neppure una bozza … Per quanto mi riguarda non so se dipenda dalla capacità del mio ‘serbatoio’ personale di parole. E’ senz’altro questione di energia, fisica e mentale. Mi sono imposta di scrivere per il mio blog solo la sera o nel fine settimana (sennò rischierei di non lavorare più). Il fatto è che quando ci arrivo sono talmente stanca, sfinita, esausta che non ce la faccio. Ma continuo a pensarci, in macchina, finché mi lavo i denti o sono in coda al supermercato. E’ già qualcosa …

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