Lo storytelling uccide il giornalismo?

[Premessa: questo post è già stato pubblicato sul mio profilo di Linkedin. So che non dovrei mescolare questo blog con quanto scrivo professionalmente, ma gente … quando hai poco tempo libero, l’economia di scala è un must!]

Prima di trovare un posto fisso in azienda, vent’anni fa, avevo spesso la magnifica possibilità di fare la baby sitter per i figli dei miei fratelli.

Tra i nostri passatempi preferiti – oltre a trasformare gli sgabelli della nonna in veloci astronavi o meravigliosi cavalli, oppure cucinare le meringhe – c’erano le storie: io raccontavo e loro ascoltavano (e completavano) il racconto, per il piacere di entrambe le parti.

Un pomeriggio avevo davanti a me Alessandro e Gabriele, allora 5 e 3 anni, tutti e due iscritti alla scuola materna – il primo tra i grandi, il secondo tra i piccoli. Stavo raccontando loro un’avventurosa fiaba ambientata in Oriente, facendo tesoro di quanto la mia esperienza di cantastorie casalinga mi aveva già insegnato (per esempio, che i bambini non vogliono perdersi nelle storie, ma ritrovarsi; o che i dettagli per loro sono straordinariamente importanti, perciò ti conviene ricordarli bene bene e proprio tutti), quando Alessandro si volta verso il fratello più piccolo, e gli dice convinto:

“E’ davvero brava, dovremmo proprio portarla con noi all’asilo!”.

A distanza di quasi vent’anni da quella lusinghiera affermazione, le storie mi affascinano ancora, e il mio mestiere mi consente ancora di raccontarne – solo in modo un po’ più professionale e distaccato.

Non nego che la cosa mi renda felice, e sto cercando di approfondire questa modalità comunicativa ascoltando, leggendo, confrontandomi e studiando ogni volta che ne ho l’occasione. Mai come ora, poi, lo storytelling è argomento di moda quando si parla di comunicazione e dintorni.

Questa popolarità universale genera il concretissimo rischio che lo storytelling sia considerato la modalità comunicativa ideale per qualsiasi contenuto, contesto, mezzo e occasione.

Non è così, ça va sans dire, ma pare che questa convinzione faccia parecchi danni. Un articolo di qualche mese fa su Wired.it indicava il giornalismo tra le prime vittime, concetto ribadito da Luca Sofri su wittgestein.it con ancora maggiore enfasi (a partire dal titolo) e con un’amara riflessione sulla qualità (“divertente”) del giornalismo di casa nostra.

Così, per mentre per alcuni lo storytelling rappresenterebbe la nuova prateria del giornalismo, per altri ne è la tomba. Il giornalismo (soprattutto quello italiano) avrebbe perso la capacità di raccontare la complessità: meglio allora raccontare storie particolari, spacciandole per universali. E qualche volta inventandole.

Ma lo storytelling è davvero incompatibile con il giornalismo? 

Ancora una volta, temo, è necessario distinguere ciò che avviene nel nostro Paese da ciò che avviene in altri Paesi.

Lo pensavo qualche giorno fa, quando sono inciampata in un bellissimo TED Talk, che racconta il percorso investigativo dei norvegesi Anders Fjellberg, giornalista, e Tomm Christiansen, fotografo, per svelare l’identità di due corpi senza nome rinvenuti a migliaia di chilometri di distanza l’uno dall’altro, con addosso un’identica muta da sub.

Il lavoro di Fjellberg e Christiansen non ha soltanto ridato un nome, un volto e una storia a ciascuno di quei corpi, ma ha anche raccontato il dramma dei rifugiati molto meglio di un’accurata statistica. E – altro fatto non trascurabile – ha prodotto un reportage di successo, che è stato ripreso da diverse testate.

Ecco: forse lo storytelling uccide il giornalismo soltanto quando l’uno o l’altro (o anche entrambi) non sono di qualità. Altrimenti lascia il segno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...