Come si mangia in Italia – breve vademecum per stranieri in vacanza

[Ok, baro di nuovo… questo pezzo l’avevo scritto nel 2013 in un altro blog (nel frattempo defunto). Lo rispolvero perché la giornata lavorativa è stata complessa, e non ho tempo di scrivere per la sfida dei 30 giorni. L’ho leggermente rimaneggiato, e sto progettando di tradurlo in inglese, per amplificarne il fondamentale valore sociale. ]

 

In Italia, la “food experience” comincia molto prima di sedersi a tavola, e comprende molto più di una serie di alimenti. Ne fanno parte:

1) La definizione del menu e la scelta degli ingredienti (per esempio: ogni portata “chiede” un vino particolare, è severamente vietato scegliere a casaccio!)

1.1.   NOTABENE: no, il cappuccino non è una bevanda a tutto pasto: in Italia va bene a colazione, o comunque lontano, molto lontano dai pasti. Un caffè dopo i pasti, invece, è concesso e spesso consigliato – DOPO i pasti, appunto… 

1.1.1.NOTABENE al NOTABENE: caffè = ESPRESSO. E non tentate di mascherare da espresso un caffè lungo o all’americana, semplicemente servendolo in tazza piccola! Ce ne accorgiamo subito.

1.2.   NOTABENE: e no, il limoncello NON è un aperitivo. Se lo usate come tale, meritereste di vedervi servire uno spriz come digestivo.

2) Apparecchiare la tavola: se la decorazione vera e propria è riservata alle occasioni speciali, nessuna famiglia italiana rinuncia a preparare la tavola attorno a cui siede ogni giorno, in modo che il pasto sia un’esperienza confortevole per tutti, e magari coinvolga anche gli occhi.

regoleapparecchiaretavola

Quindi tovaglia, tovaglioli, bicchieri, posate e piatti (possibilmente in tinta), bevande e pane a disposizione sulla tavola o vicino alla tavola, se necessario anche i condimenti o qualsiasi altro elemento possa servire.

Perché niente deve distrarre dal piacere del cibo e della compagnia (a questo proposito, vedi punto 4).

3) Antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, frutta, caffè e ammazza-caffè: in Italia, un pasto può diventare un’escalation di pietanze, talvolta letale. È vero che ormai soltanto i pranzi di nozze o quelli della domenica, soprattutto al sud, sventagliano in tavola tutta la gerarchia delle portate, ma è altrettanto vero che la media delle famiglie italiane non rinuncia alle due portate principali, e cioè primo e secondo.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

3.1.   Definizione di PRIMO: tendenzialmente carboidrati, pasta o riso, con condimenti vari oppure in brodo.

3.1.1. NOTABENE:  Pasta = pasta di grano duro, cotta rispettando le indicazioni sulla confezione. Meglio al dente che stracotta. Chi preferisce la pasta stracotta, per legge non può richiedere la cittadinanza italiana (non è vero, ma dovrebbe esserlo).

3.1.2. NOTABENE:  Il formaggio da grattugiare sulla pasta dev’essere rigorosamente Grana Padano oParmigiano Reggiano. In ricette particolari, anche Pecorino.

Gli spacciatori di Emmentaler sopra gli spaghetti sono direttamente espulsi dal Paese.

3.1.3. CAPITOLO A PARTE: Gli spaghetti e la forchetta: ce la potete fare, se vi impegnate a fondo. A proposito: tagliare gli spaghetti con il coltello,  per poi mangiarli col cucchiaio, è un peccato mortale che nemmeno il Papa potrebbe assolvere.

3.2.   Definizione di SECONDO: tendenzialmente proteine, carne, pesce o formaggi (se capita, anche tutti e tre…), accompagnati da verdure fresche o cotte.

Il consumo intensivo di pomodoro condito semplicemente con olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e basilico fresco fa guadagnare punti nella classifica di italianità.

Punti extra in caso di abbinamento con la mozzarella.

3.2.1.NOTABENE:  Olio = olio extravergine d’oliva. Se vogliamo un altro olio è perché soffriamo di intolleranze, stiamo gestendo una qualche eccezione, oppure siamo di origine austriaca.

3.3.   Il PIATTO UNICO: esiste anche da noi, soprattutto d’estate. Ed è l’apoteosi degli ingredienti freschi e di qualità: perché anche se mangio meno, non rinuncio certo al piacere del cibo.

4) “Chi mangia da solo, muore da solo”: la scelta degli ingredienti può comprendere qualche svista, deviazione o errore, ma c’è solo un ingrediente che non si deve assolutamente sbagliare: la compagnia.

Abendmahl

L’esperienza del cibo, in Italia, è amplificata da quella conviviale: seduti a tavola ci si conosce, si chiacchera, si litiga, si fa la pace, si manifesta affetto, si testimonia amore, si promette passione, si fa un po’ tutto, insomma (tranne suonare il mandolino: sfatiamo una volta per tutte questo mito, gli italiani NON suonano il mandolino.  O almeno non tutti).

Mangiare non è soltanto una necessità fisiologica, ma anche un importante atto di costruzione sociale, forse il segreto che ha garantito fin qui la coesione di questo Paese e la sopravvivenza non solo a 20 anni di governi Berlusconi, ma anche all’inglese di Renzi.

COROLLARIO:

A questo punto, corre l’obbligo di sfatare un mito consolidato: la tanto decantata cucina italiana in realtà non esiste. Esistono invece tante cucine regionali, tutte eccellenti e ricche di ingredienti, sfumature e accenti di qualità tale, che la scoperta enogastronomica del Bel Paese meriterebbe di diventare il viaggio di una vita intera.

archivio - braghieri - soffici

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...