>> Ciao

ti scrivo per raccontarti di ******, la prima piattaforma europea che distribuisce contenuti brandizzati in tutti i principali social media.

Attraverso i nostri social publisher è possibile pianificare una campagna social come un vero e proprio media con l’obiettivo di creare engagement con gli utenti online. 

Social Video Advertising, Content Seeding e Facebook Fan sono i format che ti consentiranno di poter creare buzz per il tuo brand o il tuo prodotto con risultati garantiti.

In 3 anni abbiamo realizzato oltre 2.500 campagne per tutti i principali brand internazionali.

Ci piacerebbe venire a raccontarvi da vicino i nostri formati e mostrarvi magari delle case history relative al vostro settore.

Che ne pensi della settimana prossima?

grazie e buona giornata

d.  <<

cornicetta-blog

Caro Dario,

devo proprio spiegarti le ragioni per cui la tua e-mail sta per passare direttamente dalla cartella “Posta in entrata” a quella “Cestino”, e il tuo indirizzo memorizzato in “Posta indesiderata”? Non riesci a capire da solo perché mi sia venuta l’orticaria già leggendo la primissima parola?

Cercherò di spiegartelo, facendo una cernita di tutto quello che mi verrebbe da replicare.

Noi non ci conosciamo. Ho dedotto il tuo nome dall’indirizzo e-mail, ma non posso avere la certezza che la deduzione sia corretta perché ti firmi con una iniziale (minuscola) puntata.

Un po’ pochino. Ma abbastanza per confermare il sospetto di una tua forte avversione per i nomi in genere, visto che comunque non fai lo sforzo di aggiungere il mio allo scarno saluto iniziale.

Lo so che non puoi fare questo sforzo, perché io sono solo una dei millemila destinatari di un messaggio standard che hai inviato a chissà quante aziende. Ahimè, proprio questo costituisce un altro elemento urticante, che può determinare il fallimento della tua comunicazione, indipendentemente dal fatto che – oltretutto – all’interno della nostra organizzazione aziendale io non sono il tuo interlocutore ideale. E lo avresti scoperto anche con una semplice googlata.

A prescindere da questo: non ci conosciamo, dicevo. Non siamo stati a scuola insieme, non abbiamo amici in comune che ci abbiano presentati ad una sagra di paese o ad una qualche convention aziendale.

Per tua sfortuna, succedono due cose: la prima è che io ho 50 anni, ed è un’età isterica in cui ti deprimi se non ci provano nemmeno a darti del tu, ma ti irriti se lo fanno per partito preso.

La seconda è che l’indirizzo e-mail che hai usato è il mio indirizzo professionale: lo uso in quanto responsabile ufficio stampa di una grande azienda, e quindi rappresentante di quest’azienda. Beh, sappi che quest’azienda non ama essere presa a pacche sulle spalle da perfetti sconosciuti che non si firmano per esteso.

Un più morigerato “Buongiorno, mi chiamo xyz e vorrei presentare alla Vostra azienda ecc.ecc.” sarebbe stato più efficace. Tra l’altro senza nemmeno costringerti a differenziare il messaggio per ciascun destinatario, se proprio non vuoi prenderti questo disturbo (anche se ne varrebbe sempre la pena).

Altra cosa. Capisco che web e social media hanno un loro linguaggio, ma farcire il tuo messaggio di parole in inglese rischia di renderlo del tutto incomprensibile a chi non è ferratissimo nella materia (e -per carità! – questa spesso è una strategia dei comunicatori), e pesante anche per chi ne capisce qualcosa.
Quindi no, per favore: semplificare e abbreviare are the words of the day.

Sarò rapida sulle ultime frasi. Amico mio, com’è che esordisci rivolgendoti in (fin troppa) confidenza a me, e poi dichiari che vorresti venire a “raccontarci”? A me e a chi? Agli esperti del “vostro (n.d.r. generico, per carità!) settore”?

Giusto il tempo di pormi velocemente questa domanda, e si ritorna al tu: “Che ne pensi della settimana prossima?”.

Bah, penso che sarà una settimana di lavoro intensa, dato che ho diversi progetti in ballo. A casa dovrò assolutamente trovare il tempo di stirare, prima che la pila dei panni lavati esploda fuori dall’armadio dove la sto nascondendo. Il tempo però dovrebbe restare buono. Meno caldo, se Dio vuole. E tu, che ne pensi della prossima settimana?

Insomma, d.: ritenta, sarai più fortunato.Return-To-Sender-1170x767

[Disclaimer: anche questo è un post “riciclato” da un altrove di mia proprietà, per la sfida dei 30 giorni.  E’ possibile che nel frattempo Dario abbia reso la sua comunicazione molto più efficace: io glielo auguro di cuore…]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...