Undisclosed recipients (ovvero: ma anche no)

Undisclosed recipients (ovvero: ma anche no)

>> Ciao

ti scrivo per raccontarti di ******, la prima piattaforma europea che distribuisce contenuti brandizzati in tutti i principali social media.

Attraverso i nostri social publisher è possibile pianificare una campagna social come un vero e proprio media con l’obiettivo di creare engagement con gli utenti online.  Continue reading “Undisclosed recipients (ovvero: ma anche no)”

Giornalisti, io vi amo (ma questo amore è una camera a gas)

Questo post è stato scritto dal mio ipotalamo, cervello primitivo che conosce solo due movimenti: attacco e fuga. Quindi declino ogni responsabilità sul suo contenuto. Fate conto che non l’abbia scritto io. Il  fatto che narri le gioie e i dolori di un ufficio stampa è puramente casuale.

Mi chiama un giornalista.

Chiede un’intervista con l’amministratore delegato.

No, in effetti non la chiede: la annuncia, certo della risposta affermativa. Continue reading “Giornalisti, io vi amo (ma questo amore è una camera a gas)”

Un fortunato disastro (racconto semiserio)

[Questo è un pezzo di fantascienza, scritto per esercizio e per diletto. Ogni riferimento a fatti o persone reali è più o meno puramente casuale. ]

A distanza di qualche anno, le capitava di ritornare a quell’episodio ancora con una certa ansia. Lo ricordava come una delle lezioni professionali più vivaci che avesse mai ricevuto, seppure in parziale contumacia.

Continue reading “Un fortunato disastro (racconto semiserio)”

Lo storytelling uccide il giornalismo?

[Premessa: questo post è già stato pubblicato sul mio profilo di Linkedin. So che non dovrei mescolare questo blog con quanto scrivo professionalmente, ma gente … quando hai poco tempo libero, l’economia di scala è un must!]

Prima di trovare un posto fisso in azienda, vent’anni fa, avevo spesso la magnifica possibilità di fare la baby sitter per i figli dei miei fratelli.

Tra i nostri passatempi preferiti – oltre a trasformare gli sgabelli della nonna in veloci astronavi o meravigliosi cavalli, oppure cucinare le meringhe – c’erano le storie: io raccontavo e loro ascoltavano (e completavano) il racconto, per il piacere di entrambe le parti. Continue reading “Lo storytelling uccide il giornalismo?”